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日志


    8月7日

    Si prepara l'offensiva Mediaset

    http://www.reportonline.it/2009080723299/politica/si-prepara-loffensiva-mediaset.html

    Con l’autunno entrerà nel vivo la trattativa Rai-Sky ed intanto Romani prepara la nuova legge
     
    In principio era la legge Gasparri con il rinvio di Ciampi, improbabili riscritture dello stesso ex ministro (ma su questo punto i dubbi sono molteplici, Marcorè insegna) ed i girotondi. Sembrano passati anni da allora ed, all’apparenza, nulla è cambiato ma lo scenario si è stravolto. La trattativa per il rinnovo del bouquet Rai sulla piattaforma digitale è naufragata con polemiche il cui punto più alto avverrà nell’autunno quando alla ripresa dell’attività parlamentare Paolo Romani presenterà il nuovo disegno di legge per il settore dell’editoria. Ma chi è Paolo Romani? Direttore di Rete A (televendite), poi passato a Telelombardia (legata al defunto Partito Socialista Italiano) ed infine a Lombardia 7 (il cui apice fu raggiunto con una disputa per una trasmissione di Maurizia Paradiso).
     
    Un curriculum non di primo ordine per il viceministro alle Comunicazioni, il quale però non ha mai messo piede a Cologno Monzese per cui non è sospettabile di conflitto d’interessi. Si presupporrebbe che il nuovo progetto presentato qualche giorno fa si rifarebbe quindi al pluralismo

    dell’informazione ed uguaglianza? Quello che si metterà in campo in autunno sarà un taglio – per legge – agli spot “a tutte le reti che hanno ricavi da canoni o abbonamenti”. Rileggendo, il canone in Italia lo riceve la Rai mentre gli abbonamenti sono di Sky quindi a non avere sforbiciate sarà proprio Mediaset. Che combinazione. La battaglia sui tetti pubblicitari sarà il terreno di scontro tra Berlusconi e Murdoch e probabilmente vedrà l’epilogo entro Natale.
     
    Alla base di questa nuova regolamentazione ci sarà la direttiva europea del 2007 a cui l’Italia si adeguerà entro la fine dell’anno. La UE chiede maggiore “flessibilità” sui tetti pubblicitari, chiedendo una deregulation del settore e non pronunciandosi, ovviamente, nel merito dei canali. Attualmente i tetti sono il 15 per cento giornaliero e 18 per cento orario mentre per la Rai sono massimo 4 per cento alla settimana e 12 per cento quotidiano. Romani punta a scardinare la parità per la pubblicità Mediaset – Sky con l’accordo del Biscione e su spinta della consigliera d’amministrazione Gina Nieri che chiede una diversificazione al più presto tra i due tetti.
     
    La combinata Nieri – Romani prende il via per problemi economici (ma anche politici): un calo della pubblicità per Mediaset che affonda le radici nella crisi, nonostante il Cavaliere abbia invitato agli inserzionisti di non investire sui media “non disfattisti” così il fatturato del Biscione è inesorabilmente in perdita a fine primo semestre con una raccolta inferiore al 12-13 per cento rispetto all’anno precedente, il risultato peggiore per l’azienda. L’audience tiene bene visto l’infornata di prodotti commercialmente validi ma la crisi, nonostante si cerchi di nasconderla, è viva, presente e si fa sentire anche dalle parti di Milano due. Nel 2008, si è avuto lo storico sorpasso, per quel che riguarda i ricavi complessivi, di Sky a vantaggio di Mediaset, 2.532 milioni di euro mentre per la rete satellitare si è registrato un surplus di 100 milioni di euro ciò dovuto agli abbonamenti più che allo spot.
     
    Qui parte l’offensiva Nieri – Romani con l’imperativo di riportare i ricavi alle reti del Cavaliere, regalando più spot ed a farne le spese sarebbe proprio Murdoch con una serie d’editori minori che sul satellite hanno canali tematici, come De Agostini, Rizzoli, Discovery e Jetix, il cui imperativo è di soffocare nuove leve sin da neonati per non vederli crescere a dismisura, visti come minaccia alla spartizione della torta pubblicitaria. Per dare il la l’offensiva i vertici di Mediaset stanno pensando di comprare i diritti di numerosi film presenti nel bouquet di Sky Cinema, così riducendo l’appeal del canale satellitare, togliendo tutti i film della Medusa che produce tra gli altri, Muccino, Aldo, Giovanni e Giacomo, Pieraccioni e Boldi. Oltre ai lungometraggi, lo scontro si fa più vivo sul calcio, altro nervo scoperto, dove la battaglia si fa più agguerrita perché ovviamente il Biscione si è già aggiudicato i diritti per il digitale terrestre e Sky quelli per il satellite, adesso si dovrà vedere le cifre degli accordi perché si è avuta una crescita esponenziale di Mediaset Premium, dovuta soprattutto all’imposizione per il digitale. Per cui mentre prima ognuno poteva vedere il calcio solo su Tele +, Stream ed infine Sky, ora – con la già citata imposizione – molti milioni di italiani vireranno su Premium grazie soprattutto alla possibilità di acquistare gli eventi singolarmente con le carte prepagate. Questo vantaggio di tipo economico non è poca cosa visti i tempi correnti per cui i ricavi di Mediaset nel 2008 sono cresciuti dell’85 per cento nel 2008, con circa tre milioni e mezzo di tessere attive e nel 2009 dovrebbero essere circa 500 milioni in più.  
     
    Nel sorpasso di Sky però si dovrà rendere conto, nell’anno corrente che l’aumento dell’Iva renderà – secondo Fininvest – il saldo tra nuovi abbonati e disdette in negativo. Nonostante ciò, l’audience raggiunge un buon risultato, circa il 10 per cento, quotidiano ma con l’offensiva su Sky Cinema e, soprattutto, con l’arrivo del calcio sul digitale terrestre, si può facilmente preventivare una riduzione drastica. In via Salaria si è dapprima cercato di ovviare con la creazione di un canale generalista, dove è andato in onda Fiorello, che però non ha dato i risultati sperati. Ora il battage pubblicitario si concentra su Fox Retrò e sui trenta canali ad alta definizione, settore ancora troppo di nicchia per fare il boom.
    Per evitare la discesa dei ricavi pubblicitari a Mediaset, oltre a pensare ad aumentare l’affollamento degli spot, si pensa anche ad introdurre pubblicità occulta in film, telefilm ed infatti la direttiva europea da massima libertà a riguardo e Romani, si prevede, non darà un interpretazione restrittiva.
     
    Nel rapporto con la Rai, Mediaset vince su tutta la linea perché in via Mazzini, l’arretratezza sul tema digitale terrestre ne fa una preda facilmente sbranabile, visti già la crisi d’ascolti e con una perdita di 27 milioni di euro nei primi mesi del 2009 rispetto al budget approvato fino ad arrivare, con una previsione, ad una perdita di circa 120 milioni di euro. Ora di fronte alla rinuncia dei 50 milioni annui di Sky, la voragine si farà ancora più drammatica, circa 170 milioni di euro l’anno cui poi pagare l’auto blu a esimi professionisti come Augusto Minzolini, Mauro Mazza e Giuliana Del Bufalo, è un costo che proprio non si sopporta. E se, come auspica Sandro Bondi ispirandosi al modello francese, uno dei tre canali non avesse più la pubblicità?
     
    Rocco D’Ammaro

    评论 (1)

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    LongoNoemi发表:
    Terra-medium-acqua-canale-RAI-televisione-PALINSESTO-STRUTTURA-MEDIASET-arte-mediatica-medianica-fuoco-elettricità-ferma.
    Pubblicità=soldi=impossibile farne a meno.
    Un saluto Roccus
    8 月 16 日

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